Vivere in questa società che si caratterizza nel facile accesso alle informazioni ed alla cultura, pone l’uomo del ventunesimo secolo di fronte alla grande responsabilità di vagliarle e di porre fede solo a quelle che sono realmente degne di fiducia.
Uno dei casi del momento su cui tanto si è parlato, sia per il successo letterario, sia per la trasposizione cinematografica del libro (prodotto da Ron Howard e che vede l’interpretazione, tra gli altri, del premio Oscar Tom Hanks), è “il Codice Da Vinci” di Dan Brown.
Questo libro ha venduto finora oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo, il che vuol dire che almeno
altrettante persone lo hanno letto, senza considerare coloro che lo hanno preso in prestito e altri
che ne sono venuti in contatto in altro modo, ma proprio in questi ultimi giorni molti altri ancora
ne stanno ricevendo il messaggio attraverso il film che ha invaso tutte le sale cinematografiche.
C’è da farsi una domanda importante: quanti di coloro che hanno letto il libro oppure hanno visto
il film si sono seriamente posti il problema sul tipo di messaggio che hanno ricevuto?
E ancora: su quante persone il messaggio di questo libro ha lasciato la convinzione che esso fosse
veritiero e degno di fiducia?
Certo questo libro, con tutto il suo successo ha dato molto da parlare a tutti i media, ma probabilmente
tutto questo parlare non ha fatto che accrescere nei sostenitori delle teorie di Brown la convinzione
che esse siano vere, e negli oppositori non ha fatto altro che creare una opposizione ferma, probabilmente
priva di tutti quegli elementi di scientificità che possono realmente convincere.
Mi tornano qui alla mente le parole dell’Evangelista Luca che nella sua introduzione al Vangelo omonimo
dice così: “… è parso bene anche a me, dopo essermi accuratamente informato di ogni cosa dall'origine,
di scrivertene per ordine, illustre Teofilo,
perché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state
insegnate”.
L’Associazione Culturale Controcorrente e le
edizioni GBU
, hanno pensato quindi bene di fare la
loro parte perché questa verità fosse proclamata in modo chiaro, con una interessante conferenza dal
titolo “Codice da Vinci contro Codice del Vangelo” e a questo scopo ha invitato il pastore, nonché teologo
e professore di Greco Biblico e Storia della Chiesa Pietro Ciavarella, affinché presentasse i suoi
studi sull’argomento.
Il pastore Ciavarella con una grande semplicità, e senza alcuna pretesa di imporre le sue idee,
né cercando semplicemente di demonizzare un libro od un film, ha esposto in circa 75 minuti u
na interessantissima presentazione che partendo dai temi sviluppati da Brown (evidenziando
soprattutto i tre assunti di Brown sui quali si regge tutta la trama del giallo:
- Gesù era solo un pensatore e pertanto non era anche divino;
- Gesù non era celibe, bensì sposato con Maria Maddalena;
- Gesù e Maria Maddalena avrebbero avuto figli;
e la teoria di Brown che vorrebbe che al tempo del Concilio di Nicea l’imperatore
Costantino avrebbe voluto che fossero ritenuti veri dalla chiesa non i vangeli
gnostici che direbbero la verità, bensì i Vangeli che affermano la divinità di Gesù),
ha portato tutti i presenti in un viaggio affascinante che ha visto affrontare il contesto
storico del concilio di Nicea; ha descritto seppur sommariamente i metodi di definizione del
testo biblico e tutti i criteri che oggi ci permettono di stabilirne l’attendibilità (critica
del testo); ci ha portato anche alla lettura dei passaggi dei vangeli gnostici citati da Brown a
sostegno delle sue tesi (in particolare anche attraverso la lettura di alcuni passaggi del vangelo
di Filippo – interessante è stato il passaggio del bacio di Gesù alla Maddalena); fino ad arrivare
a dare a tutti i presenti gli elementi per poter dire con certezza che le tesi di Brown non trovano
alcun altro sostegno che quelli forniti dalla sua mente di fervido scrittore e non certo in presunti
codici di provata storicità occultati chissà da chi perché la verità venisse nascosta a tutti.
Pur rimandando, per una più precisa analisi alla lettura delle slides della presentazione messe a
disposizione, possiamo riflettere però ancora su come facilmente siamo portati a credere a qualunque
teoria che viene presentata, a volte, proprio come in questo caso, sotto le vesti di un semplice romanzo
di intrattenimento.
Questo deve assolutamente spingerci ad essere dei lettori attenti e pronti a vagliare
ciò che leggiamo, anche se questo richiederà il nostro impegno ad una sempre costante ricerca di tutti
gli strumenti di analisi e quindi le cognizioni che ci permetteranno di avere capacità critica.
Se agiremo così saremo capaci di vagliare ogni cosa, e se,come credenti, avremo come nostra bussola
la fede nella Parola di Dio non saremo certo confusi quando ci troveremo a rispondere a coloro che
ci domanderanno ragione della nostra fede.
È stato un piacere per me, ma penso per tutti i presenti, partecipare ad una così interessante
conferenza. Certo importate e determinante è stata la scelta dell’oratore che ha saputo proporsi
in modo neutro anche davanti ad un pubblico che in larga parte era comunque schierato a difesa
del Vangelo. Il non scadere in una semplice affermazione della ragione ma il ricorrere ad una chiara
e semplice argomentazione scientifica è stata la chiave della buona riuscita della riunione.
Tutto questo non ha fatto altro che accrescere il desiderio che si possa continuare ad avere
opportunità come questa nel prossimo futuro, occasioni dove poter crescere nella grazia e nella
conoscenza di Cristo Gesù.
Ringraziamo inoltre il Signore per tutti quei fratelli che si affaticano per fornirci gli
strumenti cui abbiamo bisogno, tutti gli studiosi della Parola di Dio che ci permettono di
leggere e meditare su un testo accurato, tutti i fratelli che diffondono attraverso ogni mezzo
queste informazioni e, in particolare vogliamo ringraziare i fratelli di Controcorrente che,
spinti dal desiderio di vedere Pescara ai piedi di Cristo non perdono occasione, nel loro piccolo,
di fare la loro parte.